Esiste una Matrice che sostiene la Vita e ne preserva l’armonia, soprattutto quando questa risulta frammentata.
Questo principio non è qualcosa di effimero: pur essendo intangibile, può essere percepito come un fenomeno universale.
Un esempio osservabile è quello degli stormi di uccelli.
Ogni uccello è in relazione con chi gli è più vicino; ogni minimo movimento si propaga, attraversa l’intero gruppo, lo influenza e allo stesso tempo ne viene influenzato.
Il Campo non nasce da chi guida, ma dalla qualità dell’ascolto reciproco.
Il risultato è un movimento collettivo fluido, coerente, sorprendentemente armonioso.
Dal punto di vista della fisica quantistica, il Campo è il tessuto invisibile della realtà.
Non è qualcosa che si aggiunge alla materia: è ciò da cui la materia emerge.
La materia non esiste come entità isolata, ma all’interno di una rete di relazioni dinamiche e interconnesse.
Jaap van der Wal, embriologo e anatomista, ha mostrato come il corpo umano non sia il risultato di un assemblaggio di parti, ma l’espressione di un processo organizzato nel tempo.
La forma emerge da un campo di relazioni, che comprende il liquido amniotico, l’utero, l’ambiente e la coscienza, prima ancora che da una funzione.
Ogni corpo, ogni movimento, ogni incontro accade all’interno di questo campo
e, inevitabilmente, lo modifica.
Nel Novecento questa nuova visione della fisica quantistica ha influenzato profondamente medici, terapeuti e ricercatori nelle loro osservazioni cliniche.
Tra i pionieri vi fu William Garner Sutherland, che intuì come il corpo rispondesse a un intelligenza intrinseca, da lui chiamata Respiro della Vita: una forza vitale, universale, ordinatrice.
Questa forza organizza per mantenere coerenza, protegge per preservare la sopravvivenza
e, in condizioni di sicurezza, sa attivare processi di rigenerazione.
Il lavoro somatico parte proprio da qui: dalla consapevolezza del Campo che sostiene la vita e che esclude l’oggettificazione del corpo.
Non si tratta di correggere, interpretare o forzare,
ma di osservare senza giudizio e di sostenere un ritorno alla coerenza del campo
per facilitare i naturali processi ri-organizzativi della vita.
Il Campo come principio ordinatore


